Dopo la notte sulla riva del fiordo, siamo ripartiti per Whittier, anche detta (da noi) la città palazzo. Per arrivare a Whittier si deve passare un tunnel che viene aperto nei due sensi, sia alle auto sia al treno, ogni mezz’ora.

É un tunnel strettissimo, a una corsia, veramente scavato nella montagna e per passare si paga un pedaggio di 22 dollari.

Appena passiamo oltre il tunnel, il tempo peggiora drasticamente (non che prima facesse bello). Whittier é famosa per essere più piovosa dell’Amazzonia, con quasi 5 metri di pioggia che cade ogni anno.

Qui vivono tutto l’anno circa 700 persone e stanno tutte in un unico palazzo dove c’è anche la scuola, un ufficio postale, un deposito bici, un supermercatino e una notaia. Il piano terra é aperto al pubblico, mentre non si può salire agli altri sette piani. Questo palazzo é stato costruito verso la fine degli anni ‘50 quando c’era necessità di fornire alloggi ai militari che erano di stanza a Whittier come ultimo avamposto prima della Russia. La costruzione, benché voluta dal governo americano e solo recentemente comprata dalla città di Whittier, ha un sapore totalmente sovietico, così come tante altre costruzioni sparse in giro per la città.

Siamo passati da un sottopassaggio che supera la ferrovia e siamo arrivati sul lungomare del porto, pieno di pescherecci (rigorosamente in alluminio, vista la presenza di iceberg).

Riprendiamo il tunnel e iniziamo la strada verso Seward. Stiamo viaggiando nella Kenai Peninsula ed é il punto più a sud in cui siamo stati finire (oltre che il più freddo). La strada costeggia il fiordo, da cui lo ZIVO dice di aver visto un Beluga. É possibile perché qui ne vivono parecchi. Gli diamo il beneficio del dubbio mentre arriviamo, sotto una pioggia che é di nuovo battente, a Seward.