Chena Hot Springs

A circa un’ora di distanza da Fairbanks, nel 1905, un pioniere vero ha scoperto una sorgente di acqua calda. Lui cercava l’oro, ma la scoperta fu comunque rilevante perché da lì in poi si é sviluppato un minuscolo paese che basa il suo esistere esclusivamente sull’acqua termale.

Il paese é in realtà oggi una piazza su cui si affaccia un hotel, l’ingresso delle piscine, il museo del ghiaccio e il parcheggio per i camper.

Vorrei raccontare che ci siamo abbandonati al calore delle acque termali per tutto il pomeriggio, ma:

  1. Mia mamma non voleva bagnarsi i capelli
  2. I bambini non erano ammessi nella vasca termale
  3. La vasca termale era in realtà un pond, una specie di stagno grigio con una fanghiglia a terra e sospesa
  4. Il posto era veramente piccolo e anche la zona docce (sulla quale riponevo grandi aspettative dopo una settimana di camper) era in realtà per stomaci forti/fortissimi.

Era in programma anche una visita all’impianto geotermico del posto (ovviamente lo ZIVO non se la è persa)/ e poi la visita all’Aurora Ice Museum.

L’Aurora Ice Museum é un capannone a forma di piccola cattedrale, dove la temperatura è tenuta a -3 gradi e dove dentro c’era Brandon, un local che si occupa di scolpire il ghiaccio – un po’ come Kristoff ma più accessoriato. Ci hanno dato delle improbabili giacche per entrare (completamente fuori dalla cifra stilistica del bambino 6-7 che infatti non voleva farsi fotografare) e ci hanno servito un appletini in un bicchiere di ghiaccio – rigorosamente senza guanti.

All’uscita, la tradizione (credo inventata dal tizio che ci ha accompagnati) chiede di spaccare a terra il bicchiere e esprimere un desiderio. Per non saper né leggere né scrivere, noi lo abbiamo espresso.

Abbiamo cenato in una cabin con una forte passione per la tassidermia, ma questo é un tema su cui torneremo.