Chi non conosce la storia di Balto (e Togo)? La grande corsa per portare l’antitossina da Nenana a Nome durante la terribile epidemia di difterite del 1925. Poiché via mare e via treno non si riusciva a consegnare a causa delle condizioni meteo, una staffetta di cani da slitta ha coperto le circa 800 miglia in poco più di 5 giorni. Balto é diventato il più famoso perché ha fatto l’ultima parte della staffetta, ma il tratto più lungo (quasi 300 miglia) lo ha fatto il cane Togo (altrettanto bravo anche se molto meno famoso).

In realtà, il legame fra cane e uomo in queste terre é molto più profondo ed esiste una convivenza che ha radici antichissime, presenti anche nella tradizione nativa dell’Alaska, che racconta di come uomo e cane – sul ciglio di un burrone – si siano fidati l’uno dell’altro e da allora non si siano più lasciati.

I cani da slitta in Alaska sono Alaskan Husky selezionati non tanto per le loro caratteristiche estetiche, ma esclusivamente per la loro capacità di correre. E infatti sono di mille colori diversi, alcuni con le orecchie un po’ storte, altri con la coda a pennacchio, tutti con delle zampe giganti.

L’Olivia col cane Sequoia di 4 mesi e mezzo.

Oltre ai 26 cani che vivono all’interno del parco del Denali (e che aiutano i ranger nelle loro attività), abbiamo conosciuto anche i cani di Jeff King, uno dei campioni assoluti dell’Iditarod, una corsa annuale con i cani da slitta che parte da Anchorage e arriva a Nome per un totale di 1.100 miglia. Jeff ha vinto diverse edizioni ed é stato il più vecchio vincitore di questa gara a cui ha partecipato l’ultima volta nel 2022, quando poi ha passato il testimone ad Amanda, la giovane musher che ci ha raccontato un sacco di cose sui cani: il loro allenamento (anche d’estate, trainando un quad sul tapis roulant), la loro alimentazione (da oltre 10.000 calorie al giorno durante la gara!) e di come vengono gestiti i giorni di gara (sei ore di corsa e sei ore di riposo – per i cani). Chi é molto bravo termina la gara in circa 8-9 giorni, la muta è da massimo 16 cani, che non possono essere mai sostituiti durante la corsa. Corrono indistintamente uomini e donne, con temperature intorno ai -38 gradi, di giorno e di notte, qualunque tempo faccia.

I cani dell’allevamento di King gareggiano fino ai sette anni circa e poi vengono adottati da famiglie che li trattano proprio come qualunque animale domestico,

Io non so se sia vero, ma quello che ci hanno raccontato é che questi cani sono nati per correre e che è il loro istinto, la cosa che li rende più felici. Personalmente trovo che queste dimostrazioni di forza così estreme non siano mai del tutto sane o equilibrate, meno per tutti per i cani, ma questo non toglie comunque il fascino nel sentire il racconto di chi quest’avventura l’ha vissuta più e più volte. Qualcuno lí ha chiesto Jeff King se gli fosse mai morto un cane, lui ha risposto di sí, solo uno, investito da una motoslitta guidata da una persona ubriaca.